voli-aereo-turismo

La crisi economica ha colpito in modo fortissimo le compagnie aeree. Il durissimo impatto del corovanirus, unito ad altre cause operative, provocherà un taglio pesante dei voli previsti ad agosto in Italia. Si parla di circa il 33%. Questo numero così poco rassicurante è il frutto di un’analisi condotta dalla piattaforma specializzata internazionale Oag, che mostra uno stato peggiore dell’Italia rispetto alla media mondiale (ma migliore della media europea). Tutte queste cancellazioni aprono così la strada ad un periodo caldissimo per il turismo, caratterizzato da contenziosi tra passeggeri, autorità nazionali di tutela dei consumatori e compagnie aeree.

Il taglio dei voli legato alla crisi economica

In base all’analisi condotta da Oag, a causa della crisi economica le cancellazioni complessive dei voli nel mondo arriveranno a quasi 771 mila. A fine giugno il totale dei voli previsti per il mese di agosto era 3,03 milioni, a fine luglio questo numero è sceso a 2,26 milioni di voli previsti. Il taglio è del 25%.
Stringendo il campo al territorio Europeo, a fine giugno il dato dei sedili messi in vendita e poi acquistati dai viaggiatori era 95,28 milioni. Un mese dopo lo stesso dato è sceso a 63,67 milioni di posti. Più del 33% in meno, un riduzione superiore alla media mondiale. Se osserviamo la sola Italia, anche qui la crisi economica pesa sulle compagnie. I sedili in partenza dal nostro Paese ad agosto sono passati dai 9,62 milioni previsti il 22 giugno a 6,69 milioni contabilizzati il 20 luglio scorso. Il calo è del 30,5%, quindi maggiore della media mondiale ma migliore rispetto a quello europeo.

Rischio contenziosi

Cosa succede quindi? Accadrà che nei prossimi giorni migliaia di italiani si ritroveranno nelle caselle di posta elettronica i messaggi di cancellazione dei voli. Questo spianerà la strada a dei forti contenzioni, visto che secondo l’ENAC (Ente nazionale per l’aviazione civile) i voli in partenza dopo i primi di giugno non potranno essere cancellati con la motivazione del coronavirus. Insomma la crisi economica legata al Covid non vale più come scusa. In base ai diritti dei passeggeri, la compagnia deve quindi fare scegliere se chiedere il rimborso o un buono da usare in un altro momento. Ed è proprio sul rimborso che molte compagnie, specie quelle low cost, ritengono di avere ancora il diritto di modificare la programmazione senza dover rimborsare i clienti, a causa del coronavirus.

Lo scenario è quindi cupo, perché molti passeggeri non si fidano, e in questo stato di incertezza preferiscono evitare la prenotazione del volo. Cosa che potrebbe estendersi fino all’autunno, perchè per le compagnie è un periodo durissimo visto che guadagnano poco e spendono molto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *