criptovalute

Sta accadendo qualcosa di insolito sul mercato delle criptovalute. E questo riguarda soprattutto la leader del settore, ovvero il Bitcoin. Quella che vanta la maggiore capitalizzazione di mercato. Da un bel po’ di tempo sembra vivere un periodo di relativa quiescenza. Il che è davvero insolito per una moneta famosa anche per la sua volatilità.

Lo strano fenomeno sul mercato delle criptovalute

Se andiamo a dare uno sguardo alle quotazioni di BTC sulle migliori piattaforme trading gratuite, si nota come dall’inizio di giugno il prezzo della regina delle criptovalute non è che sia cambiato poi molto. Il primo giugno valeva circa 9500 dollari, oggi il prezzo è poco oltre i 9300.
Durante questo lasso di tempo, non ci sono stati picchi e depressioni veementi. Nell’ultimo mese, il prezzo più alto è stato 9680, mentre il picco negativo è stato a quota 8975. Secondo un rapporto della società di dati crittografici Coin Metrics, il Bitcoin ha avuto una variazione di prezzo di appena l’1% nell’ultimo mese.

Il precedente che fa tremare…

Se si analizzano i dati storici di Bitcoin negli archivi delle criptovalute, si può vedere come questo periodo sia stato il più calmo dal novembre 2018.  Ma è proprio questo che deve mettere in guardia gli investitori. Infatti l’uscita da quel periodo fu brusca e traumatica. Nei mesi successivi infatti si scatenò una vera e propria tempesta, che spinse la volatilità di Bitcoin alle stelle, e fece crollare il prezzo di quasi il 50%.

Stabilità: bene o male?

Poco prima che scoppiasse l’incubo pandemia, il prezzo del Bitcoin era arrivato a 10mila dollari, ma a metà marzo ebbe un crollo di circa il 40% nel giro di pochi giorni. La soglia dei 10mila è rimasta un miraggio annusato di tanto in tanto durante questo periodo, ma mai raggiunta. Chi adotta una strategia Fibonacci forex ha visto il prezzo oscillare tra due tre ritracciamenti al massimo.
Per alcuni, la stabilità attuale di Bitcoin non è un sollievo, è una frustrazione, perchè cozza con il suo status di strumento essenzialmente speculativo. Per altri però, proprio la sua maggiore stabilità potrebbe renderlo più diffuso nelle transazioni commerciali. Forse proprio quello che avrebbe sempre voluto il suo creatore Satoshi Nakamoto.

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