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Investitori cauti, la settimana delle Borse comincia col piede sbagliato

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Sul listino milanese, il titolo premiato dagli investitori è stato Telecom Italia, che avanza di 2,62% dopo l’annuncio sull’organizzazione di NetCo

Le Borse di Eurolandia si muovono in leggero ribasso nella prima seduta della nuova ottava. Gli investitori non hanno avuto grandi spunti sul fronte macro, e hanno digerito la cautela con cui Christine Lagarde, parlando al Committee on Economic and Monetary Affairs (ECON) del Parlamento europeo, ha avvertito che le prospettive sul medio termine restano soggette a considerevole incertezza.

Il bilancio degli investitori

investitoriPer il listino milanese il bilancio segna un calo dello 0,31% sul FTSE MIB, che interrompe così la serie di tre rialzi consecutivi, che era iniziata mercoledì scorso. Gli investitori hanno fatto vendite anche sul FTSE Italia All-Share.
Bilancio in rosso anche nel resto d’Europa: Francoforte -0,39%, Parigi -0,37%, Londra -0,36%, Amsterdam -0,19%,  Madrid -0,2%.

I numeri di Milano

Alla chiusura della sessione odierna, il controvalore di titoli scambiati dagli investitori è stato pari a 1,71 miliardi di euro, +18,55% rispetto a venerdì. I volumi scambiati sono passati da 0,49 miliardi di azioni della seduta precedente a 0,54 miliardi (dati XTB group).

Sul listino milanese, il titolo premiato dagli investitori è stato Telecom Italia, che avanza di 2,62% dopo l’annuncio sull’organizzazione di NetCo. Bene anche Hera, +1,41% ed ERG, +1,1%.
Le vendite si sono invece abbattute su Leonardo, che ha terminato le contrattazioni a -3,51%. Male anche Prysmian, -1,91%.
Tra le banche si tinge di rosso il titolo Unicredit, -1,29%, con la notizia che l’istituto guidato da Andrea Orcel è stato rimosso dal Financial Stability Board dall’elenco delle banche di importanza sistemica globale.

Gli altri mercati

Sul mercato valutario l’Euro / Dollaro scambia sui valori della vigilia a 1,093. L’oro si muove saldamente oltre i 2000 dollari l’oncia, grazie anche alla debolezza del dollaro. Intanto gli indicatori di volume trading segnalano un aumento dell’interesse verso il metallo prezioso. Tra le materie prime, il petrolio Brent oscilla intorno agli 80 dollari al barile, aspettando il meeting dell’Opec+ del 30 novembre.
Rendimenti in forte calo sull’obbligazionario, con lo spread Btp-Bund poco mosso a 173 punti base e il decennale italiano al 4,29%.

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