Ormai da mesi il conflitto in Medio Oriente sta agitando il mondo economico e politico. Il balzo dei prezzi dell’energia ha presentato un conto salatissimo alle imprese meccaniche italiane, metà delle quali ha subito un contraccolpo significativo.
Lo scenario per le imprese meccaniche italiane
La fotografia della situazione è stata fatta da Federmeccanica nella sua consueta indagine congiunturale relativa al secondo trimestre del 2026. La federazione industriale ha sottolineato che le tensioni geopolitiche e la volatilità dei costi dell’energia hanno continuato a pesare sulle imprese meccaniche italiane, che evidenziano segnali di ripresa discontinui ma soprattutto fragili. Lo dimostra l’incremento della produzione di appena lo 0,4% in termini di congiunturali e dello 0,5% in termini tendenziali.
Effetti negativi brevi e durevoli
Secondo l’analisi fatta da Federmeccanica, il 46% delle imprese ritiene che gli effetti del conflitto sono stati significativi e un terzo di esse che avranno un impatto di lunga durata. Il 45% delle imprese ritiene invece che l’impatto della guerra sia stato moderato, mentre soltanto il 9% delle imprese ha parlato di un effetto pressoché nullo. Significa che neppure un’azienda su 10 può dire di essere stata immune dalle conseguenze del conflitto. Ma del resto l’impatto della guerra soprattutto sul commercio internazionale è stato enorme, e il ritorno alla normalità potrebbe richiedere dei mesi.
L’energia troppo costosa
Ciò che più di tutti ha colpito le nostre aziende è senza dubbio l’aumento del costo dell’energia, con una stangata per le imprese italiane. Di conseguenza è cresciuto anche il costo dei trasporti, ma incementi riguardano pure assicurazione e logistica.
L‘incremento di questi costi nella maggior parte dei casi non è stato trasferito in modo evidente sui prezzi finali, visto che soltanto il 7% delle imprese ha dichiarato di aver scaricato quasi integralmente i rincari sui clienti.
Preoccupano le prospettive
Uno degli aspetti più preoccupanti messi in evidenza dall’indagine di Federmeccanica riguarda le prospettive. La maggior parte delle imprese associate si aspetta un peggioramento della congiuntura del settore, con un calo degli ordini nei prossimi mesi. Di conseguenza viene atteso anche un calo dell’occupazione (anche se il 70% di imprese non pensa di modificare la propria forza lavoro). Analoga preoccupazione riguarda la situazione della liquidità aziendale, che in un caso su dieci è ritenuta addirittura pessima. Non a caso per le imprese italiane è salito il rischio creditizio a causa della guerra nel Golfo, proprio pervia dei problemi di equilibrio finanziario.


















