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Investitori europei, massicci acquisti di gas per proteggersi dall’impennata invernale

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La chiusura dello stretto di Hormuz ha frenato l’approvvigionamento energetico a livello globale, creando competizione per le limitate forniture

Nonostante i segnali di schiarita che sembrano giungere dal Medio Oriente e che hanno spinto le borse al rialzo sulla scia dell’ottimismo, gli investitori europei del gas hanno adottato una linea molto prudente e lungimirante, pensando che l’inverno non è poi così lontano.

Gli acquisti di gas da parte degli investitori europei

gasDall’inizio del conflitto in Medio Oriente i prezzi di riferimento del gas sono schizzati alle stelle. Dopo un aumento pazzesco che li ha portati ben oltre i 100 euro per megawattora, c’è stata una marcia indietro fino ai 50 euro attuali (per quotazioni aggiornate si vedano i dati sui broker opzioni binarie Italia). Parliamo però di rialzi che comunque sono superiori al 40% rispetto a prima dell’inizio del conflitto.

Inoltre sebbene la volatilità implicita sia diminuita rispetto al picco raggiunto nella prima settimana del conflitto, è comunque triplicata rispetto all’inizio dell’anno.

Lo stretto di Hormuz

Il problema è che lo stretto di Hormuz è un’arteria vitale per l’approvvigionamento energetico a livello globale. La chiusura a causa del conflitto ha creato dei grossi problemi lungo le catene di fornitura. Va sottolineato che un quinto dell’approvvigionamento globale di GNL transita per questa zona. Purtroppo la paralisi ha provocato inevitabilmente un’impennata dei prezzi. Nonostante la maggior parte di questo gas sia destinato all’Asia, la carenza ha creato competizione per le limitate forniture, spingendo in alto la quotazione.

L’inverno si avvicina

Malgrado il cauto ottimismo relativo all’esito della guerra, gli investitori europei sono prudenti dal momento che si avvicina il periodo invernale. Il riempimento dei depositi sotterranei di gas in Europa procede a un ritmo molto lento. Le strutture di stoccaggio sono piene per circa un terzo, che è un livello decisamente inferiore rispetto alla media quinquennale per questo periodo.

Tutto ciò, oltre a evidenziare quanto sia importante continuare a investire nelle rinnovabili, fa temere che le richieste durante il periodo invernale, quando si raggiunge il picco, potrebbero esercitare una forte pressione rialzista sul prezzo.

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