La pandemia da coronavirus ha colpito in modo pesante tutti i settori della produzione. In ambito industriale, questo ha avuto fortissime ripercussioni sulle materie prime. Un esempio è l’acciaio, il cui settore ha conosciuto una contrazione spaventosa negli ultimi mesi.

I dati sulla produzione di acciaio

L’idea chiara si può avere leggendo gli ultimi numeri. Se a marzo erano stati drammatici, quelli di aprile non sono stati da meno. Secondo la World Steel Association, ovvero l’organismo commerciale internazionale per l’industria siderurgica, durante il mese di aprile la produzione mondiale di acciaio ha totalizzato 137,1 milioni di tonnellate. Si tratta di un valore inferiore del 13% rispetto a quello che si registrava un anno fa, ad aprile 2019.

Italia colpita duramente

Per quanto riguarda la produzione europea, ci attestiamo attorno ai 10,7 milioni di tonnellate. In questo caso il calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è del 22,9%. Malissimo il dato riguardante l’Italia, dove la diminuzione è stata pesantissima: -30,7% rispetto a un anno fa (1.350 milioni di tonnellate), nonostante la siderurgia italiana abba provato a difendersi dal coronavirus. Anche gli USA hanno avuto un contraccolpo analogo al nostro, con una riduzione del 32,5% della produzione (5 milioni di tonnellate).

La produzione di acciaio rimane comunque pesantemente colpita in tuttio il pianeta. Dall’India al Brasile, dalla Russia al Giappone, i dati sono da brividi. L’India ha addirittura segnato un calo del 65,2% su base annua, il Brasile del 39,0%.

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Il dato che dà ottimismo

La buona notizia è che rispetto a marzo c’è stato un leggero aumento in Cina, dove il lockdown è finito prima degli altri Paesi. Nel paese del Dragone la produzione ha registrato un leggero aumento dello 0,2% su base annua (85 milioni di tonnellate), dopo il calo dell’1,7% a marzo. Questo dà un po’ di incoraggiamento in vista dei dati del mese di maggio.

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