Il meeting di politica monetaria della Reserve Bank of Australia non riserva alcuna sorpresa nell’esito finale (stretta di 25 punti base), ma mostra un approccio cauto da parte dei responsabili di politica monetaria e ciò finisce per spingere le vendite sul dollaro australiano sul mercato valutario.
La decisione della RBA che ha innescato le vendite
Come era ampiamente atteso dal mercato, la Banca Centrale australiana ha deciso di effettuare una nuova stretta sui tassi di interesse per 25 punti base. Il costo del denaro sale così al 4,85% per effetto del quinto aumento dei tassi nel corso di quest’anno (l’Australia cominciò il ciclo di strette del costo del denaro a febbraio). Gli oneri di finanziamento non erano mai stati così alti dalla fine del 2008.
E allora perché ci sono state le vendite sul dollaro australiano? Anzitutto la stretta infatti è stata decisa con 6 voti favorevoli e ben 3 contrari, ma soprattutto nel commento dell’Istituto non c’è più traccia di riferimenti a ulteriori aumenti dei tassi di interesse. Ciò fa pensare che da qui a fine anno la RBA potrebbe mettere in pausa il ciclo di inasprimento monetario.
Lo scenario economico australiano
Va sottolineato che la situazione in Australia resta complicata. L’inflazione continua ad essere elevata a causa dei prezzi alti del petrolio (gira e rigira la finanza resta ancora aggrappata alle notizie che giungono dal Medio Oriente) e lo stesso istituto centrale non si aspetta che tornerà nell’intervallo obiettivo 2-3% prima della fine del prossimo anno. Inoltre l’andamento dell’economia continua ad essere debole e si prevede un aumento della disoccupazione.
La reazione del mercato
Come detto, dopo la riunione della RBA ci sono state vendite sul dollaro australiano. Il cambio AUD/USD è scivolato sotto quota 0,70, tocando i minimi di due settimane.
Il taglio al ribasso della media mobile a 200 periodi ha inoltre inviato un messaggio ribassista al mercato.
Intanto sul mercato azionario l’indice ASX 200 ha guadagnato lo 0,3%, rimbalzando dalle perdite della sessione precedente poiché i guadagni nel commercio al dettaglio, nella tecnologia e nei servizi al consumo hanno superato i cali dei minerali energetici, dei beni di consumo durevoli e della sanità.
Invece il rendimento dei titoli di Stato decennali australiani si è mantenuto intorno al 5,1%, rimanendo vicino al livello più basso da agosto.

















