Quella attuale è senza dubbio una delle fasi più delicate che sta attraversando l’industria del riso italiano. Il problema è che i costi di produzione di riso crescono mentre i prezzi si comprimono. In questo scenario per le aziende del nostro Paese è davvero dura andare avanti.
L’insostenibilità della produzione di riso
Il grido d’allarme delle aziende agricole non è un fatto recente, visto che sono anni che la situazione è in costante peggioramento. Anche se le stime di Coldiretti evidenziano che la superficie destinata al riso in Italia è rimasta stabile nel 2026, la semina avviene soprattutto per la voglia di non abbandonare attività storiche e non per ragioni economiche, visto che la redditività è sempre più compromessa.
I rincari dei fattori produttivi
L’attività di produzione di riso comporta l’impiego di numerosi fattori il cui costo è andato aumentando in maniera generalizzata negli ultimi tempi, soprattutto a causa della guerra nel Golfo. I produttori di riso sono colpiti dal rincaro dei costi dell’energia, dei carburanti, i fitofarmaci, i fertilizzanti, manodopera e irrigazione. Per alcuni concimi l’aumento del prezzo è stato del 70%.
Questo scenario sta provocando una erosione dei margini di profitto inesorabile e costante, tanto che ormai si può parlare di crisi strutturale e non congiunturale. Moltissime imprese rischiano la chiusura perché non hanno le risorse finanziarie necessarie per affrontare la stagione successiva.
Il problema del prezzo
Le difficoltà appena esposte potrebbero essere anche superabili, se il prezzo riconosciuto al coltivatore fosse giusto. E invece anche sotto questo aspetto sono giunte brutte notizie perché si assiste a un crollo molto pesante delle quotazioni. Ancora più grave è il fatto che tale crollo riguarda le varietà più caratteristiche del riso italiano come l’Arborio e il Carnaroli, i cui prezzi in alcuni casi si sono dimezzati. Prodotti che caratterizzano il business agroalimentare italiano.
La politica peggiora la situazione
In questo già scenario già molto complicato per la produzione di riso in Italia, arriva anche la politica a complicare il quadro. Anziché tutelare il comparto risicolo europeo, le normative lo hanno esposto ad una concorrenza più aspra e iniqua. Infatti molti concorrenti extra europei utilizzano prodotti che da anni sono vietati nella UE, inoltre possono beneficiare di costi della manodopera più bassi, hanno vincoli sanitari e standard ambientali meno rigorosi.


















