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Bancarotta dell’Exchange FTX, al via la procedura presso il tribunale USA

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Per cercare di dare ristoro a tutti i suoi creditori FTX potrebbe procedere a vendite dare luogo a ricapitalizzazioni o effettuare altre transazioni strategiche

Martedì sarà una giornata estremamente importante sia per gli investitori al dettaglio delle criptovalute, ma probabilmente anche per grandi fondi statunitensi. Alla fallimentare statunitense infatti si discute del caso FTX, il famoso Exchange delle criptovalute che ha fatto richiesta di Chapter 11 (bancarotta) dopo una pesantissima insolvenza.

Cosa succede dopo la bancarotta

ftxIl curatore fallimentare che si occupa del caso della bancarotta di FTX, dovrà presentare al tribunale alcune proposte per cercare di salvare il salvabile. Si preannuncia però un’impresa ardua, tanto è vero che lo stesso John Ray III (il curatore appunto) ha messo le mani avanti parlando di possibili “danni immediati ed irreparabili“.

C’è il forte sospetto che di sano nell’azienda sia rimasto ben poco, e che serviranno numerosi appuntamenti per gestire questa bancarotta nata nel mondo virtuale, ma drammaticamente concreta e reale per le tasche di milioni di investitori. Di sicuro, dopo il crollo di FTX, c’è stata una corsa a disfarsi delle cryptovalute.

Il curatore fallimentare

John Ray III non è un personaggio qualunque, visto che si è occupato della bancarotta di Enron, che a tutt’oggi rappresenta ancora il fallimento più pesante del mondo finanziario tradizionale. Fanno perciò ancora più paura le sue parole: “Nella mia carriera non ho mai visto un fallimento così completo dei sistemi di controllo aziendale e una così totale assenza di informazioni finanziarie credibili“.

Lo scenario

Per cercare di dare ristoro a tutti i suoi creditori, FTX potrebbe procedere a vendite, dare luogo a ricapitalizzazioni o effettuare altre transazioni strategiche per alcune delle sue unità. L’unica notizia positiva è che alcune filiali dell’Exchange in bancarotta hanno dei bilanci solvibili e sono stati gestiti in maniera responsabile. Questo dà loro un certo valore che potrebbe essere sfruttato.

Il timore di coinvolgimento di Fondi

La cosa che spaventa di più il mondo della Finanza è il coinvolgimento in qualità di creditori di alcuni grandi Fondi statunitensi. Nell’exchange FTX infatti hanno investito nomi del calibro di Blackrock, Sequoia Capital, Tiger Global e il fondo pensionistico Ontario Teachers’ Pension Plan. Se anche uno solo di questi dovesse andare in difficoltà, si potrebbe innescare un effetto domino devastante.

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