L’attacco congiunto iniziato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la successiva chiusura dello stretto di Hormuz, ha fatto innalzare il pericolo di una nuova crisi energetica e quello di un aumento repentino delle tariffe per il gas a carico dei consumatori.
Cosa potrebbe accadere alle tariffe per il gas
Sono bastati pochi giorni di conflitto in Medio Oriente per innescare subito un forte balzo in alto delle quotazioni del TTF, ossia l’indice del prezzo di riferimento per il gas naturale nel mercato europeo. La quotazione è praticamente raddoppiata e gli italiani si chiedono quale impatto avrà sulle tariffe per il gas che si ritroveranno a dover pagare in bolletta.
Meno rischi per chi ha tariffe bloccate
Chi ha un contratto di fornitura energetica che prevede un prezzo bloccato non vedrà alcuna variazione in bolletta, almeno finché il suo contratto non scadrà. La tariffe per il gas rimarranno bloccate anche se i prezzi dovessero aumentare ulteriormente nel corso del tempo. Chiaramente dopo la scadenza del contratto tutto ritornerà in ballo.
I contratti a prezzo variabile
Discorso diverso riguarda coloro i quali hanno un contratto di fornitura che prevede una tariffa per il gas variabile. Costoro infatti risentiranno degli effetti rialzisti del conflitto sulla quotazione del gas già nelle prossime bollette. Più a lungo andrà avanti il conflitto, maggiore sarà il conto salato da pagare.
Il periodo ci viene in soccorso
Il timore di dover fronteggiare una nuova crisi quindi è forte, tanto più che per noi italiani il costo dell’energia è già più alto che altrove, a causa di problemi strutturali. Un piccolo aiuto giunge dal momento in cui è scoppiata questa nuova crisi. Stiamo infatti uscendo dall’inverno e la domanda energetica per il riscaldamento domestico sta calando. Se questi scenari fossero avvenuti un paio di mesi fa, l’impatto sulle tariffe per il gas e sul bilancio delle famiglie sarebbe stato molto più gravoso.
Chiaramente se le cose dovessero andare ancora avanti, l’arrivo della bella stagione potrebbe ulteriormente agire da cuscinetto naturale, attenuando notevolmente l’impennata dei prezzi sulle tasche dell’utente finale.
La posizione dei fornitori
Per quanto riguarda i fornitori, ben presto potrebbero decidere di alzare le tariffe del gas a prezzo fisso, in modo da renderle molto meno convenienti e accessibili per spingere così la clientela verso le offerte di contratto a prezzo variabile. In questo modo si tutelerebbero di fronte alle oscillazioni del mercato, trasferendo gran parte del rischio sul consumatore finale.

















