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Consumi, cambia il paniere di studio sui prezzi

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Nel 2026 il paniere Istat utilizzato per la rilevazione dei prezzi al consumo si amplia con l’ingresso di nuovi beni e servizi

Per analizzare l’andamento dell’inflazione, il modo più aderente alla realtà è sfruttare un paniere di beni che sono nelle abitudini di consumi delle famiglie italiane. Ma proprio perché fanno parte del nostro stile di vita, i beni del paniere non restano invariati nel corso del tempo, e sono soggetti a una periodica revisione.

I cambiamenti nel paniere dei consumi

consumiChi si occupa di decidere quali beni devono entrare o uscire dal paniere dei consumi per calcolare l’evoluzione dell’inflazione è l’Istituto di statistica (Istat). Per questo 2026 l’istituto ha adeguato il paniere per tenere conto sia dei cambiamenti nei comportamenti degli italiani, quanto dell’evoluzione di norme e delle classificazioni statistiche fatte a livello europeo.

Nel paniere Istat del 2026 entrano così le uniformi scolastiche, con una rilevazione specifica per i grembiuli e le uniformi destinate ai ragazzi. Entrano anche gli accessori per l’abbigliamento e nell’ambito della sicurezza domestica i kit di videosorveglianza. Nel paniere dei consumi entrano anche tende e zaini da campeggio, ma pure i tappetini da bagno e il servizio di ambulanza privata. Come si vede, il paniere guarda ai consumi non soltanto di beni materiali tradizionali, ma anche servizi e strumenti immateriali.

L’aggregato software

Una delle novità più importanti però riguarda la creazione di un nuovo aggregato della rilevazione dedicato ai software (con l’eccezione dei videogiochi). In questa categoria rientrano tutti i programmi informatici e gli antivirus che sono sempre più diffusi sia nell’ambito domestico che è quello professionale, come riflesso di una digitalizzazione sempre più importante delle nostre vite.

L’andamento dell’inflazione

Per i calcoli del 2026 l’Istat utilizzerà circa 27 milioni di quotazioni di prezzo. La rilevazione coinvolge 80 comuni, nei quali risiede l’84% della popolazione italiana. A questi si aggiungono altri 10 comuni, che rappresentano un ulteriore 5,1% della popolazione e che contribuiscono limitatamente alle tariffe comunali e ad alcuni servizi locali.

Secondo le stime preliminari forniti da Istat, a gennaio l’inflazione è cresciuta dello 0,4% su base mensile e dell’1% su base annua. Significa che c’è stata una frenata rispetto al mese di dicembre, quando fu dell’1,2%. L’Istat segnala che il livello dei prezzi al consumo è tornato così soltanto leggermente al di sopra del livello che aveva a ottobre 2024.

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