La scorsa settimana è stata una prova emotiva durissima per gli investitori nelle valute virtuali. I prezzi hanno avuto delle forti oscillazioni, al termine delle quali sono scivolati sempre più in basso. L’esempio eclatante il Bitcoin che era precipitato fino alla soglia dei 60 mila dollari, per poi recuperare leggermente quota. Cosa sta succedendo?
I problemi delle valute virtuali
Sul settore sta spirando un vento contrario che è paragonabile a quello successivo al fallimento di FTX nel novembre del 2022. Infatti il prezzo di Bitcoin settimana scorsa ha subito il calo più grande giornaliero proprio da quel crollo, scendendo di oltre il 13%. Oltre alla discesa del prezzo c’è una volatilità che ha raggiunto livelli estremi, raddoppiando da una settimana all’altra.
Il prezzo di Bitcoin si è ritrovato nel giro di un paio di settimane sul livello minimo degli ultimi 16 mesi, testando la soia psicologica di 60 mila dollari. Questo calo è arrivato in un contesto di vendite globali di titoli tecnologici legati all’intelligenza artificiale, che ha provocato una generalizzata fuga dagli asset a maggior rischio come appunto le valute virtuali.
Il mercato ha perso fiducia
Nonostante il prezzo di Bitcoin sembra essersi stabilizzato attorno ai 70 mila dollari (dati Pocket Option link), la forte discesa dell’ultimo periodo non lascia affatto tranquilli gli investitori, che non sono sicuri che il peggio sia passato. Infatti è lo scenario generale che è diverso rispetto a qualche mese fa (a ottobre scorso il prezzo raggiunse il nuovo picco storico a 126 mila).
Quel vento nuovo che Trump avrebbe dovuto portare sul settore delle cripto in realtà fatica ad sentirsi, mentre i forti accumuli da parte degli investitori istituzionali sembrano essere normalizzati (i deflussi dagli ETF spot statunitensi hanno superato i 3 miliardi di dollari a gennaio). Inoltre l’incapacità delle valute virtuali di fungere da rifugio sicuro in periodi di elevati incertezza geopolitica ha sollevato dei dubbi su chi parlava del Bitcoin come “oro digitale”.
Una pulizia necessaria?
Per alcuni osservatori il crollo delle valuta virtuali è stato un passaggio doloroso ma necessario, per ripulire il mercato di un po’ di componente speculativa. Il recente crollo delle criptovalute è stata una specie di resa dei conti per tutti coloro che hanno trattato le valute virtuali come un asset destinato unilateralmente alla crescita, peraltro trascurando anche di esercitare una reale gestione del rischio. Chi si è spinto troppo in là, dando per scontato che i prezzi potessero solo salire, avrà imparato a proprie spese che con le valute virtuali non si scherza.



















